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lunedì, 04 febbraio 2008, ore 09:44

andrea

Immagine di Franca Bassi - Andrea "Folletto Buzzichino"

Avete mai pensato quando vostro figlio, vostro nipote fanno i capricci e lasciano la pappa e voi la buttate nella pattumiera, perdendo la pazienza? Non lo fate, lasciate per la loro merenda o per la cena, i bambini devono comprendere che ci sono altri bambini che ancora muoino di fame e di sete, ricordatelo. Mi ricordo, che per tre giorni, mia madre mi ha presentato lo stesso piatto di minestra, ci piangevo dentro che non la volevo, poi è giunta la fame e ho mangiato la minestra. Franca Bassi


      E a loro però mandiamo riso
               pubblicato da pinosc venerdì, 01 febbraio 2008, 16:04 in iraq
baghdad
Un pugno di riso


Sei piccola piccola
racchiusa dentro
un misero abitino
sei piccola piccola
come chicco di riso
Nella tua manina
un pugno di riso
solo i tuoi occhi
grandi e neri
riescono ancora
contare i piccoli
chicchi di riso
che riesci a mangiare.
Solo oggi puoi contarli
domani quando
le tue forze
saranno finite
tu piccola innocente
non riuscirai neppure
a contare i chicchi di
riso che ti sono rimasti
da mangiare.
Il tuo esile corpo
ti abbandonerà sola
con il tuo vecchio abitino
su un una terra polverosa
nessuno ti aiuterà
il passante frettoloso
lascerà marcire
il tuo corpo senza pietà
ti resterà solo un
pugno di chicchi
di bianco riso
nella tua piccola
fredda manina.

franca bassi
ceglieterrestre
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categoria : pensieri
domenica, 21 ottobre 2007, ore 23:14

puttiniPer una buona notte, vi regalo questa immagine di altri tempi, mi piacciono molto. Anche se l'autore non è un pittore famosissimo, mi accontento. Trovo il corpo della fanciulla non proporzionato. Questa sera, bevo un rosolio al melograno, e  mi lascio cullare dalle onde azzurre  di mari lontani.   Almeno nel sonno, insieme ai puttini,   posso   sognare? Franca Bassi

ceglieterrestre
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categoria : pensieri
martedì, 16 ottobre 2007, ore 14:21

scritto da ceglieterrestre il mercoledì, 25 luglio 2007,19:31 su  "Blogfriends"

img057Ieri notte, avevo terminato la ricerca sul Magistrato Enrico Jovane, ma non essendo molto esperta, di computer non so cosa è accaduto, ho cancellato tutto. Presa dalla stanchezza ho rinunciato. Questa mattina il figlio del magistrato,  trovando i miei messaggi nella segreteria telefonica mi ha chiamata. Ho raccontato dell'accaduto, che avrei dovuto iniziare tutto da capo.

-Ciao Silvio, come vedi ho combinato un disastro mi restano solo degli appunti i suoi libri e le sue immagini, scusami hai trovato altro materiele?
-Si  Franca, ho trovato molte cose di mio padre da darti, su quando fu epurato. Ho trovato anche un libro che parla di lui riferimento al processo di " Ettore Grande" da lui assolto e successivamente condannato, solo dopo parecchi anni fu riconosciuto di nuovo innocente, e ancora molte immagini, ti consegno tutto molto volentieri.
-Quanti intrighi , quante ingiustizie, io penso che ci saranno, sempre Silvio, se la verità è scomoda  non è più verità.  Silvio incontriamoci e ne parliamo assieme, voglio dedicare ancora del tempo alla vita di tuo  padre.
- Grazie Franca, appena ritorni   dalla Puglia chiamami.
-D'accordo, ti chiamerò, ciao.

Per adesso posso solamente trascrivere dal volume "LA MIA ESPERIENZA DI MAGISTRATO E DI AVVOCATO" editore A. Giuffrè 1957. Dal secondo  capitolo "Perchè lasciai la carriera giudiziaria". Alcune righe.Mi se ne consenta la rievocazione. Fui a Dio spiacente e ai nemici suoi, perchè gli epigoni delle gerarchie giudiziarie, bramosi di punteggiatura fascista, mi fecero trasferire di autorità da Torino in Sicilia nel 1941. I generosi dell'epurazione poi, anch'essi ex della mistica fascista, mi attribuirono la colpa di aver sollecitato l'alto onore di essere ricevuto dall'ex   duce.In verità il 5 dicembre 1938 fui ricevuto in udienza particolare dal Duce per offrirgli l' omaggio di due miei volumi sul giornalismo. In allora se ne proiettava l' attributo di duce con proporzioni tali   da coprire,  di giorno con i colori e di notte con la luce, i pendii delle montagne. Insomma,dovrò insieme al mio amico Silvio, ricostruire questa carriera brillante di Uomo buono e saggio.  Per adesso, vi posso solo dire che a distanza di anni, Roma le ha dedicato una strada, e le fu data medaglia d'oro. A me resta il suo studio, dove ancora mi siedo e spesso accarezzo il bordo consumato della sua scrivania. Franca Bassi

Enrico Jovane


Oggi mi è venuto a trovare il figlio del magistrato, Silvio, e mi ha fatto un bellissimo regalo, un volume del padre ormai introvabile ingiallito dal tempo "Il primo Giornalismo Torinese" . Le pagine delicatamente le ho aperte io per la prima volta con un vecchio tagliacarte. Una grande emozione stare seduta nella sua scrivania, e aprire un suo volume. finito di stampare il 6 di settembre 1938, io nascevo circa tre mesi dopo. Un grande uomo giusto e mi sento onorata di sedermi nel suo studio da circa 40 anni. Franca Bassi


















                                                                                                                           
ceglieterrestre
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categoria : pensieri
giovedì, 11 ottobre 2007, ore 17:48

Immagine 001Cari amici prima di leggere il mio post, vi voglio ricordare che fra pochi giorni, il piccolo folletto RICCARDINO, deve partire per una terra lontana e ha bisogno ancora del nostro  aiuto.        



                 
La legge del bosco è uguale per tutti?
              il folletto Buzzichino dice... e ride.


C'era una volta un folletto di nome Franc, tanto il desiderio di andare a scivolare sulle belle montagne della terra di Abruzzo, un giorno decise di prendere la sua piccola carrozza e insieme a Principessa, si recarono sulla neve. Fermarono la carrozza dietro ad altre carrozze, e andarono a scivolare felici. Al tramonto del sole si recarono a riprendere la carrozza, guardarono a destra a sinistra, ma della piccola carrozza, neppure l'ombra. Chiesero al folletto della locanda, lo stesso si scusò dicendo: "Che era colpa del suo tetto, troppo ripido e privo di ringhiera, e una lastra di chiaccio e neve, scivolando aveva sepolto la piccola carrozza". Seguitò a scusarsi e aggiunse di non preccuparci, in quanto, lo stesso si era premunito per questi rischi. Non stiamo a narrare le peripezie i disagi, e le lunghe attese, per oltri tre mesi senza carrozza.  La casa costruttrice,  non aveva previsto la sostituzione del tetto, in quanto era di nuova costruzione. Esperti folletti, quantificarono le riparazioni nel giusto. L' offerta fu smezzata, non sufficiente per la sistemazione  della piccola carrozza. Un folletto legale del bosco, ci consiglio' di adire alla controversia, assicurandoci l'esito, lo stesso  non ravvisava nessun riuschio, in quanto, la piccola carrozza, non aveva nessuna colpa. Iniziò il grande processo, sulle montagne della terra di Abruzzo. Dopo due anni, in questi giorni è arrivata, una strana sentenza di condanna. La piccola carrozza,  era colpevole!  di trovarsi ferma in un posto sbagliato. Il folletto Franc, proprietario della carrozza, dovrà pagare le spese: del folletto legale della locanda, del folletto legale che aveva  coperto i rischi chiamato dal locandiere. Poi resta anche da pagare il folletto legale di Franc e la riparazione della piccola carrozza. Per un totale  di 15.000,00 euri d'oro. Sinceramente chiederemo  ancora giustizia alla corte dei boschi. Per la teste Principessa, la giudice concludeva che non era valida in quanto, non presente all'evento, questo è giusto, non sono stata un teste oculare, ma sinceramente ero andata, solo per passare una bellissima giornata, sulla neve e non per fare la guardiana alla carrozza. Non so se ridere, come il Folletto Buzzichino o piangere. Principessa


 
ceglieterrestre
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categoria : pensieri
lunedì, 24 settembre 2007, ore 11:49

Immagine 013Immagine 009                       Immagini valle di Civita di Bagnoregio- di Alessandro Bassi- Buzzichino e Principessa

Quando avevo cinque anni, danzavo  nello stesso posto insieme al vento, nella valle di Bagnoregio e sulle rive dei rio Torbido, all'ombra dei castagni secolari. Intorno c'era la guerra, questi boschi mi hanno protetto. Giocavo con  i miei fratelli, e nostra nonna Elisabetta, ci faceva da mamma. Oggi faccio la stessa cosa, con mio nipote Andrea, ormai Folletto Buzzichino, continuo  a correre felice nei boschi con lui.

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Con il fruscio del vento, libera sono tornata a casa, danzo da sola, il sole illumina i miei capelli, a piedi nudi sull'erba, odore di paglia dorata. Vento danza, danza ancora con me. Amore il vento mi cattura e mi porta per sempre da te. Franca Bassi

ceglieterrestre
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categoria : pensieri