Immagine di Franca Bassi
Cari amici ormai è un anno che scrivo in diversi Blog, Su Blogfriends ho conosciuto i bambini di Nasin di Kabul. Un giovane ragazzo che sta cercando di aiutare i bambini rimasti soli e poveri. Ho scritto una favola il ricavato lo mando a loro, e sto cercando di raccoglie anche calze, scarpe e vestiario invernale usato.Se sistemate un casseto, un armadio e vi capita di trovare qualcosa che può essere utile, speditelo all'indirizzo, che scriverò in calce. Oggi ho riempito, otto cartoni quelli che vedete nella foto, i mie amici di Roma mi hanno aiutato. Sto aspettando, di andare in pensione, per dedicarmi ai bambini poveri, io senza fare nulla, non ci so stare. Se vi annoiate, e mi volete aiutare, come stanno facendo tanti amici, del blog, questa è una catena positiva, reale piena d'amore, vi impegna e vi fa stare bene, credetemi, la sera sono sempre stanca, anche Nithael il mio angelo, che sta seduto nel divano vicino alla mia scrivania è contento, e mi sta aiutando, la sera, mi accompagna sempre a letto. Franca Bassi
Per spedire questo è l'indirizzo:
Masuma Ibrahimi
P.O. Box 458
Central Post office
Kabul Afghanistan
Il mio aquilone a Kabul

Ogni sera Nithael, il mio angelo, mi legge qualche pagina del libro "Il cacciatore di aquiloni'. Ieri sera, dopo una diecina di pagine, mi sono persa per le strade di Kabul, correvo...correvo, scalza, insieme a Amir e Hassan, io bambina, insieme a loro con il mio aquilone colorato. Le montagne erano ancora ricoperte di neve, la terra a valle, era di un color mattone, illuminata da un sole primaverile, le gemme iniziavano a aprire i loro petali. Il mio aquilone di color porpora si è impigliato e gli altri volteggiavano liberi, confondendosi nel cielo, di un celeste turchino. Cari amici, aiutiano i bambini di Kabul, hanno bisogno del nostro aiuto, non lasciamoli soli, loro non hanno colpa se la guerra li ha resi orfani e poveri.
L'aquilone.
Prigioniera di un sogno/vorrei volteggiare/nell'azzurro cielo/come un delicato aquilone/per sfiorare tetti alberi verdi/impigliata ad un filo spinato/mi sono con forza dimenata/in un uccello mi sono tramutata/libera per sempre per volare via/portando con me il ricordo/di un aquilone colorato. Franca Bassi
"Credo che sia molto importante disegnare un sorriso sulle labbra dei bambini afghani, sono sicuro che questo sarà di aiuto e li salverà dalla durezza (della loro vita), anche se le persone invieranno loro scarpe e calzini usati. Grazie" Nasim, Kabul, Afghanistan. Per mandare i vestiari e scarpe questo è l'indirizzo: Ecco l'indirizzo preciso al quale inviare gli aiuti: Masuma Ibrahimi/NF-P.O.Box 458-Central Post office-Kabul, Afghanistan.
pubblicato da
mericonci su blogfriends
mercoledì, 09 aprile 2008, 22:14 in
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Quanti di noi davanti a qualcuno che chiedeva una donazione (soldi, per intenderci) per un qualche progetto di solidarietà, non hanno risposto con il fatidico interrogativo " Ma poi siamo sicuri che i soldi arriveranno a destinazione e verranno utilizzati bene?". Molti, a dire il vero, usano spudoratamente questo dubbio per dribblare la richiesta, credendo che possa essere una buona scusa per evitare di mettere mano al portafoglio. Certo, c'è da dire che la realtà non aiuta a diradare un certo alone truffaldino che aleggia su parecchie "raccolte fondi" che girano per terra, mare, e-mail, telefono, posta e simili. Ma, almeno stavolta, sono felice e orgogliosa di poter smentire questa fama negativa. Qualche tempo fa Pipistro scrisse un post proprio qui su Blogfriends, parlando del progetto di Nasim Fekrat, giovane blogger di Kabul, e di un gruppo di suoi amici e collaboratori afghani, di organizzare il primo workshop per promuovere la diffusione dei blog a Kabul e, contestualmente, riportando la richiesta dei bloggers di un piccolo aiuto finanziario per poter realizzare questo obiettivo. Un traguardo nobile ma ambizioso e difficile da portare avanti in Afghanistan, soprattutto per problemi economici e logistici. Bè, il 3 e 4 aprile a Kabul l'Associazione Bloggers Afghani (AfghanPenLog) , superando tutti gli ostacoli, è riuscita a tenere il primo blogging workshop della sua storia. Credo non servano tante parole per testimoniare l'evento, sono sufficienti le immagini (ed anche un pezzo uscito su BBC Persian). La più rappresentativa la inserisco nel post, alcune altre nei commenti. Cosa c'è di meglio di una documentazione visiva per garantire l'onestà di una iniziativa? Ma anche per mettere in risalto, in un paese tristemente famoso per la condizione femminile non certo invidiabile, la presenza di due donne, di cui una, Masoumeh Ebrahimi, attiva nell'organizzazione del workshop? E poi, siccome questi ragazzi sono testardi, ma principalmente motivati, hanno intenzione di mettere su prestissimo un secondo workshop, perchè, come ha detto lo stesso Nasim, "C'è ancora di più da condividere e impare". Ma per farlo hanno ancora bisogno del nostro aiuto che, chi vuole, può concedere cliccando qui, anche piccolo sarà comuqnue utile, l'euro lì vale moltissimo. Concludo ringraziando Franca (ceglieterrestre), Anna (euridicea) e Mauro Biani, per il sostegno concreto e la collaborazione che hanno regalato per realizzare il (primo) sogno di questi ragazzi, e tutti coloro che hanno donato e che, speriamo, lo faranno.