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sabato, 03 maggio 2008, ore 17:54


rose antiche


 Cari amici, sono tornata alla mia dimora, dopo un lungo viaggio, qui ancora non funziona nulla, sto scrivendo al buio, spero che  non ho postato, un carciofo o una lucertola, a me serve un bel mazzo di rose antiche, speriamo che ci sono riuscita. Desidero raccontarvi una storia. Ieri sera, al mio trullo fatato di Ceglie c'è stata una importante riunione di Fate e Folletti. La serata è andata avanti fino a notte fonda, salutati gli invitati, mi sono ritirata in attesa della partenza. La  mattina, la mia stanza era pregna di un buonissimo profumo di rose, accendo il lume e un bellissimo mazzo  di rose antiche di colore  rosso e rosa si affacciavano ai miei occhi, le ho portate con me, sicuro un regalo di un Folletto del bosco. Oggi le ho messe sul mio scrittoio, ma, stanno già soffrendo, sentono la mancanza del trullo fatato, delle Fate e dei Folletti.

Rose antiche

Cadono i petali
delle rose antiche
che mi hai regalato.
Cadono i petali
ad uno ad uno
come battito di ali
di farfalle colorate.
Cadono i petali
vellutati
leggeri si posano
sul mio scrittoio.
Cadono i petali
ad uno ad uno
spargono ancora
il profumo antico.
Cadono ancora i petali
soffrono le rose
che restano e piangono
prima di morire.

Franca Bassi


 


 

 

ceglieterrestre
Permalink ¦ commenti (19)
Commenti
#1   03 Maggio 2008 - 19:13
 
Che animo gentile denotano i tuoi scritti, sia in prosa che in versi.

Carmen
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#2   03 Maggio 2008 - 19:47
 
Ciao Carmen grazie per le belle parole, il post non riesco a vedere le immagini, spero che presto torna la luce.Buon fine settimana
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#3   03 Maggio 2008 - 20:20
 
un bacione forte stefano
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#4   03 Maggio 2008 - 23:45
 
La Vecchia

di

Rubén Darío

Allora la vecchia mi disse:
“Guarda questa rosa secca
che un giorno fu incantata
dallo sfarzo della sua stagione;
il tempo che sbriciola anche altissime mura
non priverà questo libro della sua saggezza.
In questi petali secchi c’è più filosofia
di quella che può darti la tua saggia biblioteca;
essa sulle mie labbra pone la magica armonia
con cui sul fuso incarno i sogni della mia rocca.”
“Sei una fata”, le dissi. “Sono una fata”, mi disse,
“e celebro l’esultanza della primavera,
donando vita e volo a queste foglie di rosa.”
Si trasformò in una principessa profumata
e nell’aria sottile, dalle dita della fata
volò la rosa secca come una farfalla.

CIAO DA ORIETTA
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#5   04 Maggio 2008 - 09:16
 
Quoto senz'altro la poesia di Ruben Dario, come commento alla tua delicata poesia.
:-)
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#6   04 Maggio 2008 - 10:40
 
non posso fare altro che dirti grazie! ogni volta che leggo un tuo post mi sorprendi sempre più. quello che tu senti pensando a un fiore lo trasponi nella vita e, credimi questo riesce benissimo. riconosco nella tua sensibilità la mia ed è proprio vero in qusto ci capiamo. se penso a quello che hai fatto per noi l'altra sera e ogni giorno della tua vita, è tanto e mai potremo ricompensarti abbastanza.
quei fiori li ho raccolti l'altra sera pensando a te e, sono contento che ti abbiano accompagnato nel tuo viaggio almeno così una parte di me è anche con te e questo mi lusinga. è da queste cose che devi trarre la forza nella tua vita, dalla semplicità di un fiore che è parafrasi della vita intera. grazie!
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#7   04 Maggio 2008 - 16:47
 
Ciao Franca, grazie degli auguri e della poesia bellissima che hai scritto.. non so se hai capito che la cugina di Orietta (la mamma stanca ihihi) sono io.. anche lei fans sfegatata di Kevin..forse ancora piu' di me e di te.. in questo periodo io rinasco totalmente, esco come dire da un legargo (l'inverno) che a volte mi gela anche dentro..wwww la primavera, i fiori e tutte le persone che li amano.. ciao un bacione
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#8   04 Maggio 2008 - 18:27
 
un saluto super
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#9   05 Maggio 2008 - 06:31
 
...bella poesia dal fragrante profumo di rosa...
...stupendo il tuo sognare in una fantastica Terra...
...la vita è arricchita da queste dolci sensazioni ed emozioni...
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#10   05 Maggio 2008 - 07:59
 
Meraviglioso mazzo di rose, dalle tue parole ne esce profumo!
Bonaska
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#11   05 Maggio 2008 - 08:29
 
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che bella questa tua poesia Franca cara...fai emergere l'animo buono e generoso e gentile e caro che possiedi...sei una persona meravigliosa ed è un piacere condividere un cammino con te...anche se virtualmente...bacione amica mia...Sun
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#12   05 Maggio 2008 - 12:31
 

un bacione....
AnnA....
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#13   05 Maggio 2008 - 13:04
 
sono nato a ceglie vecchia in queste case vecchie esiste una storia sui folletti e le loro visite alle persone.....questo folletto lo chiamano col nome di ....lavurieddo..da piccolo mia mamma prima di dormire ci raccotava le storie di lavuriedo,il suo aspetto.e cosa fare quando veniva a trovarci.se ti fa piace te la racconto.--antonio--
utente anonimo

#14   05 Maggio 2008 - 16:13
 
Grazie Antonio per le tue visite,e per la bella lettera che mi hai scritto. Amo la voce del silenzio, e per il tuo libro "Fino all'anima...aforismi", mi sossurra di questo. Certo che puoi narrare la storia del folletto, anzi ci possiamo fare un post, questi antichi racconti, piacciono a tutti. Un grande abbraccio . franca
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#15   06 Maggio 2008 - 12:40
 
Cara Franca,

grazie a Te la mia piccola terra, Ceglie, sta diventando famosa in tutta Italia!

Molte Grazie per la tua grande fantasia e per il tuo entusiasmo.

Salutissimi, dblib :-)
utente anonimo

#16   06 Maggio 2008 - 12:55
 
Questa storia nasce in un paese antico di case piccole di famiglie numerose, la mia era composta da nove fratelli ma poi siamo rimasti solo in cinque: quattro maschi e una femmina . I miei fratelli ed io dormivamo tutti nello stesso letto che era duro ed alto. Ero il più piccolo e facevo fatica a salire sul lettone così mio fratello mi spingeva ed io mi arrampicavo sulle coperte. Ero un bambino vivace, adoravo andare a piedi nudi per le strade del paese fatte di pietre e mi piaceva sentire il tepore della pietra sotto i piedi. Era meraviglioso. Le pietre, lisce e di colore rosa, mi trasmettevano tanta energia e serenità.
Le giornate iniziavano al mattino presto, quando i miei genitori andavano a lavorare in campi lontani dal paese; io mi mettevo davanti alla porta, a piedi nudi, con una ciotola di terra cotta tra le mani e aspettavo il passaggio del gregge per vedere le pecore e le capre che attraversavano il paese per andare ai pascoli. Quando il capraro passava di lì gli porgevo la ciotola ed egli mungeva la pecora riempiendola di latte bianco, caldo e che profumava di fiori di campo. Dopo andavo a cercare il mio amico del cuore Vito e giocavamo insieme per le strade con i tappi di bottiglie e coi bottoni. Alla sera aspettavo i genitori davanti alla porta di casa e quando tardavano ad arrivare mi sentivo triste e solo ma, appena li vedevo, gli correvo in contro e il mio cuore batteva forte forte. Mi portavano dei doni come un grappolo di uva o un melone e alla sera si mangiava tutti insieme nello stesso piatto. Solitamente mangiavamo la “citedda” , una specie di insalata fatta con pane duro, sale, acqua, olio, cipolla, origano e pomodori a pezzi.
Dopo mangiato ci mettevamo tutti intorno al braciere pieno di carbonella e nella cenere calda mettevamo le patate a cuocere. Mia mamma ci raccontava la storia di“lavurieddo“, un folletto con un viso da bambino, con capelli biodo oro e con un buffo cappello rosso. Quando mia madre era bambina, egli viveva nella sua casa. “Lavurieddo” le si presentava al mattino presto e la teneva ferma al letto senza che ella si potesse muovere. Il folletto si avvicinava lentamente sedendosi sul petto e la guardava senza dire nulla facendola respirare con fatica ma se riuscivi a togliere il capello al folletto potevi esprimere un desiderio. “Lavurieddo” si divertiva ad annodare i capelli cosi quando mia mamma si alzava aveva i capelli annodati e non li poteva sciogliere altrimenti il folletto si arrabbiava e le faceva i dispetti. La sera dopo “lavurieddo” ritornava le scioglieva i capelli e se ne andava regalandole un sorriso. Da quel momento quella casa era benedetta da “lavurieddo” ma quando lei era triste lui ritornava a trovarla diventando il suo angelo custode e proteggendola dalle persone cattive. Ricordo che vicino a casa mia c’era una stalla con due cavalli: uno bianco e uno nero. Una sera passando davanti alla stalla con il mio amico Vito abbiamo visto le chiome dei cavalli tutti annodati e chiedemmo allo stalliere perché avevano le chiome così ed egli ci rispose sorridendo che era passato “lavurieddo”. Pensammo che fosse un gran burlone, ma quella sera ebbi io la visita di “lavurieddo”; mi bloccò a letto, si avvicino col suo viso con sguardo cattivo e mi grugnò. La stessa sera andò anche dal mio amico Vito e fece la stessa cosa. Il folletto non voleva che ridessimo di lui da quel giorno ogni volta che disubbidivo a i genitori alla sera veniva a trovarmi. Confesso mi manca “lavurieddo“.
---antonio---
utente anonimo

#17   06 Maggio 2008 - 14:34
 
Salve utente n. 16,

hai visto davvero il laurieddo?

Perché da anni tale spiritello domestico mi affascina e colpisce.
Da piccolo avevo paura di lui quando andavo a letto e non dormivo mai a pancia all'aria.
Non è mai venuto a farmi visita, ma io in parte ci credo a tale entità perché in molti in tutto il mondo giurano di averlo visto.
Alcuni anni fa scrissi dei racconti su di lui mai pubblicati e che ancora conservo: erano ispirati a storie che mi avevano raccontato persone anziane e inoltre voglio ricordare la bellissima novella: "lu monaciello" della scrittrice napoletana dell'800 Matilde Serao che parla di un folletto simile al nostro laurieddo, ma partenopeo.
Vi sono vari libri sull'argomento, sono pronto ad offrire molte notizie in merito.

Cordialmente e Saluti a Tutti,

dblib :-)
utente anonimo

#18   07 Maggio 2008 - 15:34
 
Ciao Antonio commento 16, non so se ti conosco, ti chiedo il permesso, copio e incollo il tuo commento mi piace e ci faccio un post. Per il commento 17, sei invitato a regalarmi un commento, con un tuo racconto del tuo folletto, desidero raccogliere sul blog, le storie dei folletti di tutta Italia. Cari amici se ne avete voglia raccontatemi le storie delle vostre tate, delle vostre nonne, delle vostre mamme. lasciamo una nostra orma per i posteri. Grazie amici.
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#19   07 Maggio 2008 - 22:38
 
Bellissima immagine in poesia delle rose antiche. Ma in che modo sono antiche?
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Commenti
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