Ieri sera verso le h. 18 ancora non sapevo di fare questo post. Ogni volta che vado a cena da mio fratello al quartiere Trionfale ci sono due negozi che entro sempre, una libreria e un erboristeria sono tappe fisse. Nella libreria, ho trovato quattro belle immagini degli anni quaranta, Roberto Villa, Andrea Checchi, Luisa Ferida e Osvaldo Valenti. In erboristeria sono felice di fare la fila, c'è sempre quel buon profumo di erbe che a me piace tanto e poi, le persone che ti servono sono molto garbate. Tornata a casa ho scelto i due volti sorridenti e li ho uniti per il loro viso solare, poi Wikipediaz ha fatto il resto. Non immaginavo che dietro quel sorriso ci fosse la loro storia triste.Franca Bassi
I due attori erano legati sentimentalmente,belli, bravi ma sfortunati. Lei nata nel 1914 e nel 1942 premiata migliore attrice per il film "Fari nella nebbia", lavorarono con i migliori registi del tempo.La Ferida si rivelò attrice di grande sensibilità interpretativa e di notevole maturità espressiva.Osvaldo Valenti fu in quegli anni diretto, oltre che da Blasetti, da Goffredo Alessandrini (in La vedova del 1939), Carmine Gallone (in Oltre l'amore del 1940), L'amante segreta del 1941), Giovacchino Forzano (in Piazza San Sepolcro, del 1942), Mario MattoliAbbandono del 1940), Luigi Chiarini (ne La bella addormentata del 1942 e La locandiera del 1943), Camillo Mastrocinque (in Fedora del 1942).
Nel 1944 si recò a Venezia con Osvaldo Valenti per lavorare al Cinevillaggio, centro cinematografico della Repubblica Sociale Italiana. Venne uccisa dai partigiani all'Ippodromo di san Siro a Milano assieme a Valenti, il 30 aprile 1945, con l'accusa di collaborazionismo e in particolare per aver torturato alcuni partigiani imprigionati a Villa Trieste, a Milano, sede della banda Koch. {{citazione necessaria|L'accusa si dimostrò infondata al vaglio di prove e testimonianze, e lo stesso Vero Marozin, capo della Brigata Partigiana responsabile della sua morte, ebbe a dichiarare, nel corso del procedimento penale a suo carico per quell'episodio: «La Ferida non aveva fatto niente, veramente niente»
Sembra ormai accertato, sulla base delle dichiarazioni rese da Vero Marozin in sede processuale ("Quel giorno - 30 aprile 1945 - Pertini mi telefonò tre volte dicendomi: "Fucilali, e non perdere tempo!") che il futuro Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini abbia avuto pesanti responsabilità morali nell'uccisione della Ferida e di Valenti. (v."Odissea Partigiana" di Vero Marozin- 1966) testo copiato Wikipedia.