
Oggi mi trovo negli abiti di Principessa, mi sono smarrita in una selva, sto cercando di trovare la strada giusta. Nel bosco di Ceglie dove vivevo, con la mia fantasia non c'erano cattiverie, non c'erano orchi, non c'erano folletti cattivi, non c'erano streghe. Sto cercando di trovare uno spiraglio di luce, credetemi amici è un compito molto difficile. Vi lascio questo post, per ringraziarvi dei vostri commenti, spero di passare presto da voi. Cercherò sui Monti della Laga, nei calanchi di Civita, dove i raggi del sole ti baciano, dove l'aria è pulita, ti entra dentro, e ti libera dal male. Cercherò il verde della natura, dove troverò ancora un mondo sereno. Camminerò, finchè non trovo la mia strada, cercherò dove le aquile volano, e lascerò volare per voi il mio aquilone colorato. Spero di trovare il coraggio, la fede che è necessaria per difendere i più deboli. Spero di tornare presto, per raccontarvi con semplici parole le mie storie. Vi voglio bene, grazie ancora per le vostre parole.Se c'è qualche Folletto del bosco di Ceglie che può scrivere per me, lo può fare, grazie. franca
Questa mattina ho cercato il sole. Dalla finestra dietro le grate, un po' di raggi sono riusciti a passare, per poco, poi sono scappati via, una grossa nuvola è apparsa sulla mia testa, sono stanca, ma sono tanto stanca. Ho scritto questa poesia, ho lasciato le mie pene su un foglio bianco, ho chiuso la persiana, non volevo vedere più la nuvola; nella stanza si è fatto notte, il silenzio, il buio, la tristezza, mi sono sdraiata sul piccolo divano nel mio studio, cercavo una via di uscita, volevo scappare, dalla nuvola nera. Ho sentito dentro di me, una vocina l'ho riconosciuto era 'Nithael', mi ha preso per mano, mi ha detto: "smetti di piangere, il temporale, non ha bisogno delle tue lacrime, se vuoi che torna il sole, sorridi...sorridi vedrai che torna il tuo sole."
Sono stanca!
Mi chiedo:
"In che mondo viviamo?"
ci sono guerre, dicono :
"sono guerre per la pace",
ci sono guerre, dicono:
" per la libertà".
Ci sono tanti morti,
i vivi, li chiamano Eroi,
io dico: "che sono vittime
di questa sporca società."
Ci sono tanti bambini
che muoiono per un po'
di acqua e per un po' di pane.
Mi chiedo: "perchè in questo
mondo di consumismo
in un mondo tanto grasso,
ci sono ancora tanti bambini
che muoiono di fame?"
C'è tanta violenza, dicono:
"è colpa della società".
Ti giri intorno e
spazii in un mondo
pieno di superficialità.
Un popolo senza amore,
un popolo che non ha radici,
non ha futuro,
è un popolo, che non esiste.
Sono stanca!
di pagare sbagli non miei,
sono stanca di ricevere
violenza!
Sono stanca di vedere
la bilancia della giustizia
che non è ben tarata.
Sono stanca!
di sentirmi uno sportello
sempre aperto.
Sono stanca ...sono stanca!
Non desidero continuare
su questa strada.
Sono stanca di piangere,
sono stanca di tenere,
queste redini sempre in tiro.
Mi resta tra le mani, un aquilone di carta colorata, la mia anima pulita,
questi li porto via con me, sui monti, dove posso vedere ancora il cielo.
Grazie a Nithael, e a voi amici del blog, i vostri commenti mi hanno aiutato, speriamo che domani torni un po' di sole.franca
Per favore...
...ho bisogno di un po' di sole.
Ho bisogno di una buona notizia.
Ho bisogno per caricarmi
di un bel sorriso.
Io posso lasciarvi
questo bellisssimo fiore.
lo so, solo un fiore virtuale
ma per adesso
ho solo questo da donarvi,
speriamo almeno che ci dia il buon umore.
Franca Bassi




Non spiegherò come si fa il vino. Posso dire che farlo è un'arte. Questo processo inizia in primavera, abili contadini tolgono le seminelle, in questo processo di sfemminellatura si decide la bontà del grappolo, che in questo periodo viene raccolto. Il mio ricordo si trasferisce lontano, quando i nostri contadini cantando, raccoglievano i grappoli ricchi di succo e li riponevano dentro i bigonzi fatti di doghe di castagno, cinti da cerchi di ferro. Al tramonto il carro carico trabboccanti di grappoli, si avviava lento verso la nostra cantina. L'indomani i bigonzi, venivano riversati, dentro un grande tino di legno, qui per noi bambini iniziava il vero gioco, era una gran festa, a piedi nudi saltellavamo allegri e pestavamo i grappoli, l'odore dell'uva saliva fino a stordirci. Ancora oggi in questo mese di ottobre ogni anno, il ricordo mi torna in mente. Franca Bassi immagine 'grappolo' di Pasquale Venerito
Le foglie morte