Una recente indagine condotta dal quotidiano spagnolo El Pais con la collaborazione di Ipsos e Lexmark ha mostrato dei dati che dimostrano, come se non ci fosse bisogno, lo spreco della società occidentale e in particolare di quella eurpea. Infatti la ricerca ha come obiettivo quantificare lo spreco di carta negli uffici. A comandare la "triste" classifica è la Spagna: un impiegato spagnolo stampa mediamente 41 pagine al giorno contro i 37 degli austriaci e i 36 dei tedeschi. E gli italiani? Saranno lavativi ma almeno sono un pò più attenti a non sprecare carta. La media giornaliera è di 32 pagine, al di sotto anche di Portogallo e Inghilterra. La quantità i carta sprecata resta comunque altissima anche perchè spesso vengono stampati documenti che si potrebbero leggere tranquillamente al computer. L'indagine sicuramente non è da prendere come oro colato ma certamente fa emergere l'aspetto consumistico della nostra società. Per la serie: dimmi quanti fogli stampi in ufficio e ti dirò da dove vieni....
Io ho commentato così:
Non me lo dire?
io riciclo ogni foglio
che mia figlia butta
scrivo in ogni angoletto
che resta bianco.
E le buste che arrivano
nel retro prendo appunti.
Lei mi dice
che devo adoperare i posticky gialli
ma io continuo
a scrivere in ogni spazio
che trovo libero.
Lei mi dice che sono tirchia
io rispondo
che salvo qualche alberello.
Franca Bassi







Ho trovato questa vecchia immagine del 1925 dei F.lli D'Amico. Achille Ratti nato a Desio il 31 maggio del 1857. Il Santo Padre prende il nome di Pio XI , e il 24 dicenbre del 1925 anno giubilare 23° anno Santo, si apre la Porta Santa.F.Bassi


LA PENA DI MORTE. Ottantasei anni dopo essere stato impiccato, un uomo è stato scagionato. Bella consolazione per i parenti, se ancora ne ha. Colin Campbell fu giustiziato nel 1922 per stupro e omicidio di una compagna di classe, una bambina. Nuovi rilievi hanno dimostrato che le prove erano irrimediabilmente viziate. (...) Stati Uniti dove la percentuale degli errori giudiziari, secondo fonti autorevoli, si aggira intorno al cinquanta per cento. Insomma, metà dei giustiziati sono innocenti.