Per Nasin

Nasim Fekrat è un giovane blogger afgano, reporter e fotografo freelance, che vive e lavora a Kabul. La sua vita non è stata certamente facile. Nel suo paese non ha mai conosciuto la pace ma solo sofferenza e morte. Per qualche tempo è stato anche costretto ad abbandonare l’Afghanistan per le minacce subite da chi non accettava una voce libera e irriducibile come la sua . Ed ha “solo” 25 anni. Nonostante tutto Nasim ama profondamente la sua terra e, mettendo a rischio la propria sicurezza, da molti anni sta cercando, anche attraverso il web, di costruire un futuro migliore, più libero e più giusto. Per sé, per i suoi amici, per le generazioni che verranno. Questo è il suo blog ufficiale in inglese e questo il blog recentemente aperto sulla piattaforma Splinder. Nel 2005 ha ricevuto il premio di Reporters Without Borders per la libertà di espressione sui blog. Nasim è un ragazzo forte, coraggioso, idealista, che si impegna ogni giorno per migliorare, per studiare, per aggiornare le proprie conoscenze e con il desiderio di far sapere al resto del mondo che in Afghanistan non ci sono solo i talebani, i signori della guerra o i mercanti di oppio ma anche ragazzi con emozioni profonde, sentimenti positivi e slanci vitali straordinari. Certo, a volte anche lui si scoraggia, vorrebbe abbandonare un’esistenza troppo rischiosa e faticosa, lasciandosi vivere, diventando “come gli altri” , pensando solo a cercare un qualche modo per mantenersi in equilibrio sul filo sospeso sopra il mare di sofferenza che sommerge la sua gente. Ma poi gli capita, mentre scatta le sue bellissime foto, di incrociare gli occhi di qualche piccolo afgano che cerca l’elemosina congelato dal freddo insieme alla madre, nascosta sotto un burqa e probabilmente vedova, di vedere in quello sguardo quello dei suoi futuri figli e non ce la fa a mollare. Adesso ha deciso di organizzare in Afghanistan, dove anche l’elettricità è un lusso, un blogging workshop, un laboratorio per insegnare a bloggare agli studenti, ai giovani giornalisti ed a tutti coloro che vogliano apprendere come scrivere e diffondere le proprie idee sul web. Ma ha bisogno del nostro aiuto, anche economico (le necessità fondamentali sono l’acquisto di un generatore di corrente e la copertura dei costi del collegamento internet), perché lui ed i suoi collaboratori non sono ancora riusciti ad ottenere alcun sostengo sufficiente per portare a termine gli obiettivi del progetto, tantomeno da istituzioni pubbliche. Chi volesse maggiori informazioni sull’iniziativa può scrivere (in inglese, Nasim non si aspetta che conosciate il farsi-dari
) a questo indirizzo info@afghanpenlog.com. Chi volesse inserire direttamente sul proprio sito-blog il banner per effettuare la donazione on line può scaricare il codice html qui. Sarebbe bello che anche qualche istituzione, associazione o organizzazione italiana decidesse di dare una mano ad un gruppo di giovani afghani motivati e impegnati a seminare futuro e speranza dove regnano ancora troppa rassegnazione e dolore. Io penso che questa sia una delle maniere migliori per aiutare l’Afghanistan, per chi vuole farlo davvero. Certamente un modo migliore delle bombe.
Per donare qui - Se vi avanza qualche spicciolo, un caffè aiutate Nasin
Sono felice e apprezzo i tuoi aiuti per Afghan Pen Log. Apprezzo te per la simpatia (l'affetto) che hai per i bambini afghani.
Credo che sia molto importante disegnare un sorriso sulle labbra dei bambini afghani, sono sicuro che questo sarà di aiuto e li salverà dalla durezza (della loro vita), anche se le persone invieranno loro scarpe e calzini usati.
Grazie
Nasim
Kabul, Afghanistan

Per Ciccio e Tore


franca bassi
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giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra tutti giù per terra!
Questi bambini non hanno nulla, sono bellissimi, vivono nel deserto del Wadi Rum, sotto le tende tessute di peli di capra e cammello, il loro pavimento è di sabbia rossa, ho visto solo un bricchetto per il the. Fuori della tenda, una sola capretta un cagnolino e due cammelli, quando li ho fotografati mi venivono vicino, mi toccavano, non chiedevano nulla, li ho accarezzati, mi hanno regalalato tanti sorrisi e la loro gioia di vivere.Franca Bassi
Cari amici vi presento Rossella la mia amica , questo è il suo primo romanzo. Leggiamolo per un fine settimana e mandiamo un commento sincero, aiuta a continuare grazie.(ANSA)- FIRENZE, 22 FEB- L'astrologia non e' una scienza ma un'arte divinatoria. Potrebbe essere questa frase per cui Pico della Mirandola sarebbe stato ucciso. A rivelarlo e' una lettera inedita, di autore sconosciuto, inviata a Marsilio Ficino. Nella lettera Ficino, che era un fautore del rigore scientifico dell'astrologia, viene accusato di non esser riuscito a rubare il trattato di della Mirandola che era contro lo studio degli astri prima della sua pubblicazione, avvenuta due anni dopo la morte di Pico.