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martedì, 29 maggio 2007, ore 04:29

                           

    In tutte le leggende esiste una verità.

Per ovvie ragioni questa pagina non può essere adesso scritta, ma questo è già stato fatto. Ogni mattina l'autore o l'autrice, una fata o un folletto, ma qualcuno scrive nella mente dello scrittore o della scrittrice. E solo chi trascrive su un foglio bianco lascia ai posteri un segno. Qualcuno un giorno ha lasciato scritto:" Un uomo nella vita deve fare tre cose, piantare un albero, fare un figlio, e scrivere un libro".

Io questo l'ho fatto, ho piantato degli alberi, ho fatto dei  figli, ho scritto dei libri. 

Sono stata una madre, sono stata un padre, forse non esistito.     

ceglieterrestre
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lunedì, 28 maggio 2007, ore 05:32

Convolvolo-rosaweb               

    Foto  franca   bassi                "Convolvolo rosa e ampolla Arwad" 

                       La Fata Sconsy

Stanno succedendo delle cose strane, ogni sera scrivo un foglio e la mattina all'alba mi sveglio e lo scritto e completamente cambiato...

-Buon giorno Principessa.

-Fata Sconsy, ma cosa fai a quest'ora? torna sotto il tuo profumato roseto,  goditi il cinguettio e  svegliati dolcemente.

-No Principessa,se mi permette gradirei  starle vicino, i mesi corrono e la sua definitiva partenza, non riesco ancora a credere che tutto quello che lei ha deciso di fare, possa essere vero.

-Sono molto stanca  Sconsy, i viaggi le cose da sistemare, la mia età ora mi stà pesando tanto.

-Posso fare qualcosa per lei?

-Si Fata Sconsy, preparami quella tisana meravigliosa che solo tu conosci il segreto.

-Pincipessa sono felice che le sia piaciuta, con il mio amore, ho scelto le erbe del bosco più buone, sono stata attenta  a non ferire i petali dei fiori, parlavo con loro, come lei ci ha insegnato e loro sono stati felici di essere utili per lei.

-Sconsy ho sentito che erano tisane speciali!

-Oggi devo partire, se vuoi venire a farmi compagnia, ti porto con me. Andiamo  in una mia antica dimora, e passeremo a prendere una Fata anziana, ormai anche lei tanto stanca.

-Principessa, sono onorata di venire con voi.

-Andiamo, ma ti avviso in questo posto, ci sono delle negatività, anzi potrai vedere la mia amata "Quercia". Ci fermeremo solo poco tempo, devo  prendere un'ampolla speciale, per travasare la terra rossa di Aswad.

-Anch'io ho sofferto per Bianco Giglio.

-Sconsy ricordati di respirare  piano, ormai in quel posto io avverto stordimento, uno sguardo veloce agli alberi, prendiamo l'ampolla e al ritorno tutte e tre ci fermeremo a Canneto. Troveremo un grande albero e insieme lo cingiamo con le nostre braccia e lui  sentirà il nostro amore, in cambio assorbirà tutto quello che di negativo abbiamo respirato.

-La posso pettinare Principewssa? è tanto che desidero toccare suoi capelli.

-Ma certo Sconsy, ma una condizione, non  desidero che tu ti serva di pettini.

-Come faccio Principessa?

-Come ho sempre fatto io, con le mani, sai anche i capelli soffrono.

-Bene Principessa, lo farò delicatmente sono così belli.

-Hai guardato nello specchio dell'acqua anche i tuoi sono bellissimi.

-Principessa le Fate Ofride e Cimicina mi prendevano in giro, dicevano ridendo: "Che i miei capelli sembrano una grande parrucca".

-La loro è solo invidia Sconsy, non le stare a sentire sono buone, ma sono anche delle grandi pettegole.

-Sconsy, siamo arrivate mi raccomando non respirare.

-Che bella la sua vecchia dinora! Principessa ...Principessa, guardi che bei fiori, li posso raccogliere?

-Si, con delicatezza.

Uno sguardo intorno veloce, la vecchia Quercia sempre più triste, l'albero della Noce si è seccato, un caldo torrido strano, e lì di fianco un prato esteso di fiori bianchi e rosa di Convolvoli.

-Io sono la più anziana di voi, qui in tanti anni, non ho mai visto questo spettacolo di fiori.

-E' vero, le Fate Supreme mi hanno spiegato, che dove c'è dolore, tristezza, nascono questi piccoli fiori, devono raccogliere la rugiada e pulire la terra. Sconsy raccoglili un pò, li porteremo con noi, metti dell'acqua in questa ampolla in modo che lungo il viaggio non  soffrano. Ora andiamo a trovare l'albero più antico, Canneto non è lontano. Adesso potete di nuovo iniziare piano piano a respirare. Andiamo, io non resisto.

-Non so cosa mi succede, ma pure io che sono da sempre stata in questo posto,da quando se ne andata  Principessa anch'io non vengo più.

-Adesso basta con i rimpianti Fata Assuntina, nelle vita si inizia, si muta, poi tutto finisce, su  andiamo a trovare il grande Olivo, ci ascolterà.

-Fata Sconsy, questa sera al rientro ho bisogno del tuo aiuto, ho desiderio di un massaggio, le mia membra stanche hanno bisogno di te.

-con piacere Principessa, ho una crema speciale che mi ha regalato il Folletto Pass, ha il profumo del Bergamotto,  viene dalla nostra terra rossa.

 

franca bassi    favola "La leggenda dell'Orchidea Cegliese"

ceglieterrestre
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sabato, 26 maggio 2007, ore 20:47

sandro

               Foto Alessandro Bassi valle di Civita " Rio Torbido "

        La missiva per il Folletto della Lirica

-Principessa le ricordo che prima di partire ci sono delle missive da scrivere

-Si ricordo Folletto Pass, mi era stato chiesto di scrivere una mia opinione sulle poesie del nostro amato Folletto della lirica.

Non è stato facile quando si provano forti emozioni. Ho cercato nella mia mente le porole. Non ci sono riuscita e solo dopo che mi sono recata insieme a te, dalle Fate Supreme a Civita, nel viaggio a  ritroso nella strada della mia vita e mi sono fermata per riflettere...

-Si ricordo Principessa, Lei è rimasta da sola per un pò.

-Si Folletto Pass e...sulla riva del Rio Torbido, nella Valle fatata di Civita,  dopo uno sguardo ai calanchi, ho cercato tra i rovi, nel silenzio del bosco, nello scorrere del Rio, nel fruscio delle foglie. Qui ho rivisto nella mia mente la terra rossa di Cegghjie, il suo dolce profilò all'imbrunire, il suo splendore ai primi raggi di sole, le radici contorte degli ulivi. E poi ancora il tuo odore di sudore mi ha ricordato le pietre antiche dei muretti a secco e dei trulli, la fatica degli anziani.Tu Folletto Pass  mi hai ricordato il tempo passato, la bellezza dei fiori, dell'Orchidea Cegliese.

In questo ti ringrazio Folletto Pass la risposta qui l'ho trovata e per lui l'ho scritta.

Il respiro, il profumo, la bellezza dei tuoi scritti, li hai solo rubati alla tua amata terra, li hai per noi trascritti per lasciare un segno del tuo passare".

Questo ho da dirti mio carissimo Damiano, che con il tuo aiuto ho solo tentato anch'io di fare. Questa è la mia risposta  per bellezza della tua lirica. Se guardi questa immagine è qui che ho scritto per te e tu potrai anche udire.

Il suono... 

Il respiro

Il profumo...

delle tue poesie.

franca bassi   per ringraziare Damiano Leo

ceglieterrestre
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categoria : pensieri, natura, arte
mercoledì, 23 maggio 2007, ore 16:23

Cari genitori,fraticellopassion
voi già sapete quello che sto scrivendo, sorridete! era già da tempo che avrei dovuto aprire il mio cuore, ma con quali parole, trovavo difficile anche il solo pensare di dover scrivere.
Ritornando a ritroso gli episodi che mi sono accaduti e che voi ben conoscete.
Certo avrei dovuto comprendere prima.
Oggi ripenso a Nonna Betta, e ai suoi Fraticelli : "Sant'Agostino, San Bonaventura, e io aggiungo San Francesco, San Franco di Assergi e per ultimo Padre Pio".
Io so solo che "Dio", tramite uno di loro, il miracolo mi ha fatto.
C'era una volta un bambino di dieci anni di nome Francesco, un giorno in gita ad  Assisi sotto la statua del frate poverello, mentre scattavo una foto, chiesi al santo: " Visto che si chiama come te e non ha un padre, pensaci tu e proteggilo".
Passano gli anni, un giorno ad una festa stavo seduta su un divano e mi fecero una foto; dopo due giorni mi consegnarono la foto ed io incorniciata dentro un quadro e sopra la mia testa c'era un viso di un " Fraticello ".  Diedi la spiegazione che il quadro si trovava in un'altra stanza e questo era  un effetto di pellicola accavallata, comunque era una  bella foto, e la signora seguitava a dire che era bella.
Un giorno mi recai in un mercatino, e  vidi una grande vecchia stampa "La deposizione di Cristo" e la comperai portandomela a casa.
Dopo 2 anni una mia amica di Praga mi venne a trovare in ufficio,  le mostrai la foto che piacque anche a lei, diedi sempre la stessa spiegazione della pellicola, "come se io volessi una conferma di non so cosa"; uscimmo per andare a prendere un caffè e  lei mi disse: "Devi avere tanta fede!" e il mio occhio vide a terra una piccolissina medaglietta conficcata nel bitume ancora fresco, la presi e al mio ritorno a casa la lavai; era un pò rovinata e per vederla meglio la guardai con una lente di ingrandimento tanto era la scrittura piccola, in un lato il "volto di Cristo di profilo" e nel retro la scritta "Dio ti protegga".  Due anni dopo mio figlio Francesco si sentì male e fu  ricoverato in ospedale, ed era molto grave, la diagnosi non fù delle migliori, e quando mi dissero che gli avevano tolto un rene, da quel momento non sono riuscita a vedere nessun volto e  sono piombata nel buoio piu profondo, solo il silenzio, il vuoto tutto intorno.
Seguirono giorni  di dolore per me e per mio figlio e terapie devastanti; Un giorno mi recai sul "Gran sasso", era il giorno di Pasqua ero sola e  gridai tanto fino a non sentire più la mia voce, volevo morire e seguitavo a gridare "Dio dove sei".
Passai ore sola su quella montagna, mi fermai all'Edicola di: "San Franco di Assergi" seduta su un gradino; la nebbia e  il freddo si facevano  sentire. Misi la foto di mio figlio e un mio scritto sul piccolo altare e lo lessi, non ricordo ancora per quanto tempo continuai a piangere. 
I giorni sempre più pesanti scorrevano, una mia amica vedendomi disperata mi invitò ad andare da "Padre Pio"
Mentre mi trovai al cospetto della tomba e  nel mio silenzio sentii la mia voce che mi parlava nella mente e a "Dio" si rivolgeva: Tu sai che io non sò pregarti ma ti parlo con il mio cuore di mamma come si parla a un padre, io non ti chiedo la vita eterna per mio figlio, non sarebbe giusto visto che ci sono bambini che muiono con lo stesso male di Francesco, ti chiedo solo di farlo lavorare finchè vive "Tu solo sai quando me lo porterai via" ti prego, fallo lavorare! Ripetevo nella mente e non capivo la mia richiesta, non capivo perchè nella mia mente c'era questa richiesta, seguitavo a non comprendere. Passai a visitare la stanzetta dove Padre Pio dormiva e di lato al suo giacilio c'era un piccolo quadretto, la stessa immagine che io qualche anno prima avevo comperato e portato a casa. Dopo un settimana, per distrarre mio figlio, lo mandai a consegnare una busta al mio cliente, al ritorno Francesco mi chiese se gli  chiedevo di poter andare presso di lui a lavorare, senza essere pagato ed io accettai la sua richiesta  non conoscendo neppure di cosa si trattasse; successivamente parlai con il mio cliente e lui Marcello accettò di aiutarmi, e prese con se Francesco; vedevo mio figlio sempre più contento e stava anche migliorando di salute, e qui mi tornò in mente la voce di un medico che prima di uscire dall'ospedale mi disse: "lo tenga impegnato, lo aiutera nella guarigione".
E dopo sei mesi Francesco iniziò a lavorare nel cinema.
 
Oggi che ho di fronte alla mia scrivania la foto del film "the Passion" e lo vedo sanguinante sotto la croce  piegato,  chiedo adesso sempre dentro di me "So che sei stato Tu, ma quale  Fraticello  è stato il tuo tramite?"
 
franca bassi
ceglieterrestre
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domenica, 20 maggio 2007, ore 16:19

                                  Il viaggio continua

Dopo ore di viaggio, la carrozza continua la strada sempre in salita, da lontano si cominciano a vedere i profili dei monti ancora contornati di neve.

 

-Mi scusi Principessa se al bivio procediamo diritti risparmiamo della strada.

-Forse non sono stata chiara io non ho fretta, desidero girare a sinistra fai come ti dico, non te ne pentirai.

-Volevo solo farle risparmiare della stanchezza.

-Ti ringrazio, è molto importante che noi passiamo per la montagna.

-Oggi... tira anche un vento forte e i cavalli faticano.

-Più avanti troviamo un rifugio, possiamo abbeverarli e facciamo anche una sosta, fa bene a tutti.

-Grazie Principessa, ne abbiamo bisogno, sono tante ore che siamo in viaggio, si copra bene, ecco il mantello di lana, anche se siamo in primavera, siamo troppo alti quasi 3000 metri il "Corno Grande" è il punto più alto del massiccio, e quella valle è stupenda piena di fiori.

-Senti Folletto Tren, se ti guardi intorno cosa vedi?

-Principessa...io non trovo il modo giusto per esprimermi...

-Guarda bene alla tua sinistra?

-E' bellissimo.

-Folletto io vedo l'infinito.

-Adesso guarda bene alla tua destra?

-E' bellissimo.

-Folletto io vedo l'immenso

-Guarda in alto?

-E' bellissimo.

-Folletto io vedo l'universo.

-Adesso datti  una risposta, se valeva la pena di allungare  un po' la strada.

- Principessa... avverto una gioia dentro, non l'avevo mai provata.

-Ti confesso...io spesso mi sono rifugiada su questi monti da sola e ho gridato di dolore e di gioia, poi stavo bene.

-Folletto Tren, appena facciamo altre tre curve fermati, accosta la carrozza e aspettami.

-Ma dove va... Si è tolta i sandali? Qui fa freddo e si può anche ferire.

-Non temere, ci sono abituata, quando cammino sui prati, vado sempre a piedi nudi, e meraviglioso sentire il fresco dell'erba e poi i fiori non si sciupano.

-Scusami Folletto, dietro la carrozza per favore mi prendi un canestro, e un piccolo coltellino?

-Mi perdoni... ma cosa sta facendo?

-Raccolgo gli "Orapi".

-Cosa?

-Raccolgo gli "Orapi" Folletto. Queste picccole foglioline a forma di cuore è il cibo preferito delle Fate Supreme, e crescono solo in alta montagna, io le porterò in dono, alle mie tre Fate.

-Quante cose sto conoscendo... non sapevo neppure l'esistenza.

-Folletto... nella vita, devi sempre osservare la natura e tutto quello che ruota intorno.

-Folletto... in queste ultime ore di viaggio... chi abbiamo incontrato lungo il cammino?

-Due vecchietti, un uomo una donna un bambino...basta e tanta bellezza.

-Non ti sembra questo un paesaggio lunare deserto ?

-Infatti...mi chiedevo, ma dove sono finiti i bambini che giocano nei prati?

-Non ci sono più...siamo rimasti in pochi.

-Adesso copriamoci bene, tra poco tramonta il sole, la grande cima si è coperta, con delle nuvole di cotone per ripararsi dal freddo. Sai Folletto, quando c'è il sole è bellissima la cima, una volta mi sono arrampicata fino in alto, la caliggine, nascondeva il mare, poi ho atteso con calma...infine da dietro il sipario di nuvole  all'orizzonte è apparso il mare., che si sposava con il cielo.

-Cosa aspettiamo?

-La notte Folletto, non puoi immaginare quello che si vede da questa terrazza.

-Principessa, sicura che non sente freddo?

-Stai tranquillo...e attendi.

-Mio Dio...Non si ode nulla, solo il rumore del torrente, il vento si è placato... ecco... le stelle si accendono ad una ad una...come sono grandi sembrano più vicine, guardi una stella che cade... grazie Principessa se non mi fermava, non avrei potuto raccontare la grande emozione che ora sto provando.

-Non mi ringraziare, tutto questo c'e sempre stato è di tutti noi, basta vederlo, desiderarlo per averlo, in questo spazio mi sento piccola... piccola, un giorno noi tutti comprenderemo la grandezza di Dio.

franca bassi     favola "La leggenda dell'Orchidea Cegliese" 

       

ceglieterrestre
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